Comuni - Ente Mostra Valtiberina Toscana - Artigianato Artistico Tradizionale

MOSTRA MERCATO dell'ARTIGIANATO
della VALTIBERINA TOSCANA

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I Comuni

Provenendo da Arezzo per la SS 73, in prossimità di Le Ville troviamo il bivio per Monterchi. Il centro sorge su di un'acropoli a circa 356 metri slm e si presenta come un'isola in mezzo alla vallata. Ciò che immediatamente colpisce arrivando in prossimità del centro storico è l'imponente fortificazione, risistemata già a partire dalla seconda metà del XV secolo. Il primo documento in cui si parla di Monterchi risale al 1095; con la battaglia di Anghiari del 1440 passò sotto il dominio di Firenze, per confluire nel 1643 nel Granducato di Toscana. Assai caratteristiche le strade del centro, come via della Misericordia o la via dei Medici, lungo le quali si possono notare alcuni edifici significativi, fra cui Palazzo Massi che, con le sue decorazioni bugnate, ci rimanda alla città cinquecentesca.

Certamente l'opera più famosa, e che rappresenta il più importante evento artistico di Monterchi, è la Madonna del Parto di Piero della Francesca. Opera fra le più importanti del Quattrocento italiano, fu eseguita ad affresco nella cappella del cimitero, poi staccata e di recente restaurata; ora si trova nell'edificio delle ex scuole. Visitata la cittadina si può proseguire per il vicino centro di Sansepolcro. L'origine del Borgo risale all'epoca romana e lo stesso orientamento delle strade, parallele a monte e perpendicolari a valle, denota un'analogia fra il centro storico e un castrum. Noto come il paese di Piero della Francesca, conserva nel Museo Civico lo splendido affresco della Resurrezione oltre al Polittico della misericordia e ad altri affreschi. Dopo il Museo possiamo visitare la Cattedrale, che ha subito vari rifacimenti durante i sec XIII-XVI e custodisce un crocifisso ligneo del IX secolo noto come il Volto Santo, e la Crocifissione di Bartolomeo della Gatta. Interessanti le chiese di San Francesco, di Santa Maria dei Servi, di Santa Maria delle Grazie e di San Rocco. Da visitare infine la chiesa di San Lorenzo, con la Deposizione del Rosso Fiorentino e, solo da ammirare esternamente, la Fortezza Medicea, di proprietà privata.

Da Borgo Sansepolcro possiamo continuare l'itinerario artistico della valle proseguendo verso Sestino, che si trova a circa 45 km dal Borgo, sempre sulla SS 73. Anche le origini di Sestino risalgono al periodo romano, quando rivestiva un ruolo di controllo del valico tra Arezzo e la Romagna. Da visitare sono l'antica Pieve di San Pancrazio, riconsacrata nel 1259 che custodisce un Crocifisso di scuola riminese, e l'Antiquarium Nazionale, che conserva un ricco patrimonio di età prevalentemente romana. Nel territorio si segnalano la torre bizantina di Monteromano, il caratteristico centro medioevale di Monterone e le "mamme longobarde" di San Michele Arcangelo di Casale.

Sempre nel territorio comunale si trova la Riserva Naturale del Sasso di Simone. Il massiccio calcareo del Sasso di Simone è uno scrigno di memorie: già abitato dal neolitico fu segnacolo naturale sulle rotte dei pellegrini romei. Cosimo I°, alla metà del XVI sec., l'aveva scelto come luogo dove costruire la città-fortezza: affioramenti di tracce di muri tra la vegetazione lasciano intuire la disposizione delle case e delle caserme. Dopo Sestino, l'itinerario prosegue verso Badia Tedalda per la provinciale 49, tortuosa ma capace di mettere in contatto con il tipico e incontaminato paesaggio dell'Alpe della Luna. Giunti al paese dopo circa 15 km di percorso, veniamo subito attratti dall'antico nucleo, che conserva intatto il fascino del borgo di montagna. Qui si trova la chiesa di San Michele (sec. XI), e ciò che resta del monastero di Sant'Angelo, risalente al IX secolo. La chiesa, posta in posizione sopraelevata a cui si arriva tramite un suggestivo percorso pedonale, conserva terrecotte di stile robbiano del XVI secolo. Fuori del centro, in posizione incantevole fra i boschi, merita una visita il santuario della Madonna del Presale, mentre nel territorio si possono ammirare altre testimonianze di fede, quali la chiesa di San Tommaso a Montebotolino ed il santuario della Madonna delle Grazie presso Frusciano, cui si giunge per una strada solo in parte asfaltata, oppure a piedi o a cavallo, per il sentiero 1 che si innesta nel 3, entrambi segnalati dal CAI. Del santuario si possono ancora vedere la chiesetta e l'antico romitorio. Nei pressi un ponte romanico intatto.

L'itinerario prosegue quindi per Pieve Santo Stefano, attraverso il passo di Viamaggio a quasi mille metri di altitudine. Anche l'origine di Pieve risale al Medioevo; il più antico luogo di culto del paese fu la pieve risalente al XII secolo, sul cui impianto venne edificata l'attuale Colleggiata di S. Stefano, ricostruita a metà dell'Ottocento, che conserva un'Assunzione di Andrea della Robbia. Significativo anche il santuario della Madonna dei Lumi (XVI sec.) con il campanile a quattro campane e, lungo il torrente Colledestro alla periferia del paese, il tempietto pagano a pianta ottagonale, monumento più antico di Pieve. Tra gli edifici civili, meritano la visita il cinquecentesco Palazzo Pretorio e l'annesso Palazzo Comunale, dove si conserva l'Archivio dei Diari. Nel territorio comunale si segnalano il Convento di Santa Maria a Cerbaiolo, arroccato su uno sperone roccioso simile a La Verna, donato a San Francesco nel 1216, e la chiesa di San Lorenzo a Baldignano, con una cripta dell'XI sec.. Infine si consiglia una visita al centro fortificato di Mignano, splendido esempio di case castello unite alla chiesa parrocchiale. L'abitato è raggiungibile per una strada secondaria abbastanza agevole in direzione di Montarone.

Da Pieve Santo Stefano proseguiamo per Caprese Michelangelo, dove si giunge dopo circa una decina di chilometri. In paese nacque, il 6 marzo 1475, Michelangelo Buonarrotti, quando il padre Lodovico, fiorentino, vi era podestà. Gli avanzi del trecentesco Castello, restaurati, ospitano calchi e opere di Michelangelo e sculture di artisti moderni. La Casa del Podestà e' quella natale dell'artista, ora allestita a Museo Michelangiolesco. Visitato Caprese, andiamo verso l'ultima tappa dell'itinerario: Anghiari. Celebre per la vittoria dell'esercito di Firenze su quello milanese dei Visconti il 29 giugno 1440: un trionfo di cui i Fiorentini sarebbero stati cosi orgogliosi da ordinare a Leonardo un affresco celebrativo per il salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio. Rimangono misteriose le cause della distruzione dell'affresco del quale rimangono alcuni cartoni. Palazzo Marzocco è sede del Museo della Battaglia d'Anghiari di cui è interessante la visita con bambini.

Il Museo Statale di Palazzo Taglieschi, situato nella stessa piazzetta del precedente, è sede di un'importante raccolta di frammenti architettonici, sculture, affreschi staccati e dipinti significativi dell'arte e delle tradizioni popolari dell'Alta Valle del Tevere. Da segnalare inoltre la chiesa della Badia del XII sec. di stile romanico a pianta ottagonale e la chiesa di Santa Maria delle Grazie che conserva una tavola di G. A. Sogliano del 1531. L'anima dell'antico borgo medioevale si riflette nei vicoli che si intersecano irregolari, nei balconi fioriti, nelle case ben curate del centro.