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Citato per la prima volta in un atto di donazione del 1095,
Monterchi era un feudo dei marchesi del Monte Santa Maria, che
nel 1194 lo cedettero in accomandigia al comune di Arezzo
insieme a tutto il plebato di Sant'Antimo in Val Tiberina di cui
anche Monterchi faceva parte; e ai del Monte esso rimase fino a
quando nei primi decenni del XIV secolo non se ne impadronirono
il vescovo aretino Guido Tarlati e suo fratello Pier Saccone. Il
dominio della famiglia Tarlati durò fino al 1440, quando, in
conseguenza della vittoria fiorentina ad Anghiari, l'ultima
reggente, che si era schierata con i Visconti, venne spodestata
e Monterchi entrò a far arte dello stato fiorentino. Pochi anni
dopo (forse nel 1460) in memoria della madre nata a Monterchi
qui Piero della Francesca compì il mirabile affresco della
Madonna del Parto, che diventerà oggetto di singolare
venerazione. Un rovinoso terremoto subì il paese nel 1917.
Nel passato l'attività economica di Monterchi è stata quasi
esclusivamente incentrata sulla pastorizia, sullo sfruttamento
del bosco (castagne) e sull'agricoltura: accanto alle colture
tradizionale della vite, dei cereali e dei legumi, sin
dall'epoca medievale diffusa era stata la coltura del guado, poi
decaduta. Agli inizi del secolo crescente rilievo ha acquistato
la coltura del tabacco, conservatasi sino ai nostri giorni.
Insieme ad essa ancora oggi il bosco, l'allevamento di suini con
l'avicoltura, e l'agricoltura, che fornisce frumento, olio,
vino, patate e pomodori, continuano a costituire le maggiori
risorse economiche di Monterchi; praticamente assente ogni
attività di tipo industriale, il comune registra un consistente
movimento di pendolari verso la vicina Sansepolcro.
DA VEDERE
CAPPELLA DEL CIMITERO
Vi si trova il celebre affresco della "Madonna del Parto" di
Piero della Francesca del XV secolo. Telefono 055/70713
MURA CASTELLANE
Del XVI secolo. Costruite al tempo del Granducato Mediceo di
Toscana
CHIESA DI SAN SIMEONE
Del secolo XVI. Vi si conservano varie opere tra cui 3
bassorilievi in pietra arenaria del XV secolo, un crocifisso
ligneo del XV secolo e un pulpito in pietra del XVI secolo con
Ercole che uccide Idra. (Bisogna ricordare che qui ha
antichissime origini come luogo sacro di culto a Ercole)
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