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Secondo la tradizione Borgo San Sepolcro si sarebbe
sviluppato all'inizio del X secolo intorno ad un oratorio,
nel luogo in cui due pellegrini provenienti dalla Palestina
avevano deposto alcune reliquie del Santo Sepolcro. In
origine fu terra di proprietà dei Benedettini (che qui
avevano fondato un'abbazia nel 1012), poi passata ai
Camaldolesi nella seconda metà dei XII secolo; solo nella
prima metà del XIII secolo il borgo riuscì a divenire libero
comune, seppure sotto l'autorità degli Aretini, i quali
arrivarono ad annetterselo ufficialmente al tempo di
Uguccione della Faggiola, nel 1301. Dal 1318 Sansepolcro
passò prima sotto la signoria di Guido Tarlati e poi sotto
quella di suo fratello Pier Saccone, fino a quando una lega
di Ghibellini, capeggiata da Neri della Faggiola e dai conti
di Montefeltro e di Montedoglio, conquistò il centro (1335),
che fu così annesso al comune di Perugia per la durata di
sedici anni.
Alterne vicende lo portarono di nuovo sotto il dominio di
Pier Saccone, quindi dei della Faggiola, di Città di
Castello ed infine dei Malatesta di Rimini (1370); durante
quest'ultimo periodo Sansepolcro dette i natali a Piero
della Francesca (1420), che vi mantenne per tutta la vita la
sua fissa dimora. Dal 1430 al 1440 divenne feudo prima di
Niccolò Fortebraccio - che lo ebbe per privilegio papale -
poi di Bartolomeo d'Alviano e quindi di Niccolò e Francesco
Piccinino; nel 1441 Sansepolcro passò definitivamente sotto
il dominio di Firenze, che lo comprò da papa Eugenio IV.
Dopo un periodo di tensioni interne dovute allo scontro tra
le due importanti famiglie dei Graziani e dei Pichi, nel
1515 fu elevato a sede vescovile da Leone X, assurgendo così
al rango di città e rivestendo un ruolo di grande importanza
strategica nello Stato Fiorentino come avamposto ai confini
con lo Stato Pontificio e il Montefeltro. Fra il 1670 e il
1723, sotto il governo dei Lorena, Sansepolcro cominciò
lentamente a rifiorire da un breve periodo di decadenza; in
questo periodo furono avviati importanti lavori di bonifica
che permisero il popolamento di una parte del territorio
fino ad allora insalubre. Fino dai secoli passati
Sansepolcro si è caratterizzato come un importante centro
agricolo e manifatturiero: già nel Quattrocento erano assai
fiorenti l'industria e il commercio della lana e della seta,
mentre particolarmente redditizia era la coltura del guado,
da cui veniva estratta una sostanza color indaco usata per
la tintura dei panni. Col passare del tempo queste attività
diventarono sempre meno fiorenti, per cessare poi quasi del
tutto in periodo napoleonico. Nel corso del XIX secolo
cominciò a rivestire notevole importanza la coltura e la
lavorazione del tabacco e grande rilievo assunse l'industria
alimentare. Attualmente l'agricoltura, che fornisce grano,
tabacco, patate, mais, uva da vino e olive, riveste comunque
un ruolo subalterno rispetto all'attività industriale nel
settore alimentare - dolciario, ed in quelli dei manufatti
per l'edilizia, degli autotrasporti, delle confezioni, delle
calzature, delle terrecotte, del mobilio e del tabacco. Per
quanto riguarda l'artigianato, è sviluppata la lavorazione
dell'oro, la produzione di tele e la fabbricazione di
balestre. Il commercio, assai intenso, riguarda in special
modo i cereali, la lana, il formaggio, il vino, il bestiame,
l'avicoltura e i legni pregiati. La popolazione totale del
comune raggiungeva le 15.695 unità nel 1991, con una densità
di 172 abitanti per kmq.
DA VEDERE
PIAZZA TORRE DI BERTA
Al centro di Sansepolcro si trova la piazza detta Torre di
Berta, per la torre medioevale che sorgeva isolata nello
spazio pubblico prima di essere distrutta durante l'ultima
guerra. La Piazza è circondata da numerosi edifici di
interesse, tutti trasformati o restaurati nel corso del
tempo. Tra di essi citiamo il Palazzo Pichi, con finestre di
bugnato, il Palazzo Giovagnoli, di origine duecentesca con
basamento di una casa - torre e finestre rinascimentali, il
Palazzo Pichi - Sermolli, di impianto quattrocentesco, e
infine il superstite torrione medioevale mozzo situato sul
lato nord - ovest.
VIA MATTEOTTI
Imboccando via Matteotti da Piazza Torre di Berta ci si
imbatte subito nel Duomo, dedicato a San Giovanni;
l'edificio che vediamo oggi è il frutto di rifacimenti,
avvenuti tra il 1301 e il 1350, dell'originaria abbazia
camaldolese del secolo XI dedicata a San Giovanni
Evangelista. Al suo interno sono conservate straordinarie
opere di artisti quali il Perugino, Bartolomeo della Gatta,
Santi di Tito ed un Crocifisso ligneo del X secolo detto del
Volto Santo.Accanto al Duomo si trova il Palazzo delle
Laudi, oggi sede comunale. L'edificio, commissionato
all'architetto Alberto Alberti, risale all'inizio del
Seicento e vanta un bel cortile interno, opera di un altro
architetto locale, Antonio Cantagallina. La facciata è
arricchita da un ampio loggiato che aveva anche funzioni di
mercato coperto. Sul lato opposto al Duomo la via è
fiancheggiata da case del '300/'400, dal Palazzo Aggiunti
(del primo Seicento) e dal complesso che ospita la ricca
Pinacoteca Comunale. Il fondo della strada è chiuso dal
trecentesco Palazzo Pretorio (oggi sede della sezione
staccata del Tribunale di Arezzo), collegato da un grande
arco all'edificio della Pinacoteca.
CASA DI PIERO DELLA FRANCESCA
L'edificio in cui nacque l'Artista è un bel palazzo
quattrocentesco, alla cui progettazione forse partecipò egli
stesso. L'impostazione architettonica presenta moduli
michelozziani nel portale e nelle finestre.
FORTEZZA MEDICEA
La fortezza di Sansepolcro, ideata nel Cinquecento, è
situata nella parte orientale della cerchia muraria tuttora
in piedi. Il progetto si deve a Giuliano da Sangallo, che
inglobò le fortificazioni preesistenti nelle nuove
bastionature. Nella realizzazione intervenne anche
l'architetto Alberto Alberti. All'edificazione della
fortezza Cosimo I volle accompagnare il rafforzamento della
cerchia muraria strutturata lungo quattro bastioni angolari,
uno dei quali si trova proprio nella Fortezza Medicea.
MUSEO CIVICO
Orari
INVERNALE: dal 1° ottobre al 31 maggio Mattina: 9.30-13.00
Pomeriggio: 14.30-18.00
ESTIVO: dal 1° giugno al 30 settembre Mattina: 9.00-13.30
Pomeriggio: 14.30-19.30
Giorni di chiusura: nessuno
Il Museo Civico di Sansepolcro, inaugurato nel 1975, è
allestito nel Palazzo dei Conservatori (XIV secolo),
appositamente ristrutturato. Oltre ai famosi capolavori di
Piero della Francesca, comprende importanti opere pittoriche
provenienti da chiese della città e del territorio, il
tesoro della Cattedrale ricco di preziose oreficerie, una
raccolta di materiale scultureo in pietra e una collezione
di materiali preistorici della Valtiberina. In particolare
il museo espone affreschi di scuola locale del XIV secolo,
affreschi e tavole di Piero della Francesca, tra cui la
Resurrezione e il Polittico della Misericordia, tavole e
tele di scuola toscana e umbra del XVI secolo (tra gli altri
artisti, Pontormo, Luca Signorelli, Gerino da Pistoia,
Raffaellino del Colle, Giovanni dé Vecchi, Santi di Tito) e
tele seicentesche.
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