Sestino, oppidum di origine romana (una collezione di reperti
archeologici - cippi onorari e funerari, epigrafi, monete e
materiale fittile - è raccolta nell'Antiquarium Sestinate), che
durante le guerre puniche difendeva il valico tra Arezzo e la
Romagna all'interno della provincia delle Alpi appennine, fece
parte dell'esarcato di Ravenna e poi del ducato di Spoleto e nel
962, secondo un dubbio diploma di Ottone I, passò alla nobile
famiglia Carpegna. Annoverato dopo il Mille nella diocesi del
Montefeltro, agli inizi del XIII secolo era possedimento della
Chiesa incluso nella provincia della Massa Trabaria e come tale
concesso in vicariato a Dadeo da Casteldelci antenato di
Uguccione della Faggiola. Con la pace di Sarzana del 1353
Sestino e il suo territorio vennero in parte confermati ai della
Faggiola e quindi nel 1371 assegnati da papa Gregorio XI ai
Malatesta che vi signoreggiarono per circa un secolo. Caduto in
potere di Federico da Montefeltro nel 1463, due anni dopo
Sestino venne eretto in vicariato autonomo da papa Paolo III e
successivamente, come facente parte del ducato di Urbino, fu
dato in investitura da Leone X al nipote Lorenzo dei Medici
(1516). Devastato un anno più tardi dalle milizie dello
spodestato Francesco Maria della Rovere, Sestino entrò
definitivamente in possesso della republica fiorentina, che
l'acquistò da Leone X, nel 1520, come contropartita per
estinguere i debiti contratti dal pontefice con i banchieri
fiorentini. Da allora fu sede di una podesteria e di un
vicariato con giurisdizione civile e criminale sul territorio
circostante.
L'economia di Sestino, oggi come nel passato, è incentrata in
buona parte sull'agricoltura, che fornisce cereali, uva e
foraggi, sui prodotti del bosco e sull'allevamento del bestiame
ovino e bovino, oggetto di commercio. Privo di qualsiasi
attività di tipo industriale, conta nel suo territorio alcune
segherie per la lavorazione del legname ricavato dai boschi
d'alto fusto esistenti nella zona.
DA VEDERE
ANTIQUARIUM NAZIONALE
Raccoglie numerosi e importanti materiali archeologici
dell'antico municipio romano, provenienti da donazioni e
interventi di scavo sul territorio. Un primo nucleo del museo fu
costituito negli anni Trenta, nell'area dell'antico Foro
adiacente la pieve romanica di San Pancrazio. L'Antiquarium
comprende numerose sculture, frammenti architettonici, arredi
tombali e testi epigrafici del periodo augusteo.
PIEVE DI SAN PANCRAZIO
S. Pancrazio è una pieve a navata unica con interessanti
elementi romanici situati soprattutto nell'area presbitale
risalenti all 'XI e XII secolo. All’esterno è possibile notare
l’abside, ben conservata, ed il campanile di fondo a pianta
poligonale con una cella campanaria in mattoni. Addossato alla
facciata, sull'esterno, è visibile un sarcofago di foggia
ravennate, manufatto del V-VI secolo, quando Sextinum era una
delle sedi amministrative dei territori bizantini italiani.
All’interno, il crocifisso del presbiterio è una bella tavola
gotica di Pietro da Rimini, memoria del periodo in cui Sestino è
stato amministrato da un vicario malatestiano. La Cripta si
regge su di un'unica colonna centrale, sormontata da un
interessante capitello di riuso risalente al periodo bizantino.
Questo elemento denuncia la probabile esistenza nello stesso
sito di un precedente edificio paleocristiano-ravennate, che
ricollega questa pieve ai tempi della precoce cristianizzazione
della zona.
BORGO DI MONTERONE
Situato alla sinistra del fiume Foglia, all'estremo confine del
comune di Sestino e della Toscana, Monterone è formato da un
tipico aggregato di origine medioevale posto su un rilievo a 428
metri di altitudine. Monterone ebbe origine dallo spostamento
della popolazione di Piego, dove rimane la chiesetta di Santa
Maria, trasferitasi qui per meglio difendersi dalle insidie.
Nonostante fossero state costruite robuste mura, nel 1445 il
Castrum venne distrutto durante alcune lotte di confine. Proprio
la posizione di estremo presidio dei domini toscani ha favorito
lo sviluppo di Monterone nei tempi passati, quando vi sorgeva
anche una dogana. Fu comune indipendente fino al 1775, quando il
Granduca lo inglobò nel nascente comune di Sestino.
TORRE DI MONTEROMANO
A monte del piccolo abitato di Monterone si trova la torre di
Monteromano, opera militare di confine collocata in posizione
dominante la vallata. Costituisce un notevole esempio di torre
cilindrica medioevale, secondo una tipologia introdotta dai
Bizantini. La muratura è in pietra e lo stato di conservazione
soddisfacente.
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