Sestino Storia - Ente Mostra Valtiberina Toscana - Artigianato Artistico Tradizionale

MOSTRA MERCATO dell'ARTIGIANATO
della VALTIBERINA TOSCANA

FacebookTwitterYoutubePinterestGoogle

Sestino - La Storia

Sestino, oppidum di origine romana (una collezione di reperti archeologici - cippi onorari e funerari, epigrafi, monete e materiale fittile - è raccolta nell'Antiquarium Sestinate), che durante le guerre puniche difendeva il valico tra Arezzo e la Romagna all'interno della provincia delle Alpi appennine, fece parte dell'esarcato di Ravenna e poi del ducato di Spoleto e nel 962, secondo un dubbio diploma di Ottone I, passò alla nobile famiglia Carpegna. Annoverato dopo il Mille nella diocesi del Montefeltro, agli inizi del XIII secolo era possedimento della Chiesa incluso nella provincia della Massa Trabaria e come tale concesso in vicariato a Dadeo da Casteldelci antenato di Uguccione della Faggiola. Con la pace di Sarzana del 1353 Sestino e il suo territorio vennero in parte confermati ai della Faggiola e quindi nel 1371 assegnati da papa Gregorio XI ai Malatesta che vi signoreggiarono per circa un secolo.

Caduto in potere di Federico da Montefeltro nel 1463, due anni dopo Sestino venne eretto in vicariato autonomo da papa Paolo III e successivamente, come facente parte del ducato di Urbino, fu dato in investitura da Leone X al nipote Lorenzo dei Medici (1516). Devastato un anno più tardi dalle milizie dello spodestato Francesco Maria della Rovere, Sestino entrò definitivamente in possesso della republica fiorentina, che l'acquistò da Leone X, nel 1520, come contropartita per estinguere i debiti contratti dal pontefice con i banchieri fiorentini. Da allora fu sede di una podesteria e di un vicariato con giurisdizione civile e criminale sul territorio circostante.

L'economia di Sestino, oggi come nel passato, è incentrata in buona parte sull'agricoltura, che fornisce cereali, uva e foraggi, sui prodotti del bosco e sull'allevamento del bestiame ovino e bovino, oggetto di commercio. Privo di qualsiasi attività di tipo industriale, conta nel suo territorio alcune segherie per la lavorazione del legname ricavato dai boschi d'alto fusto esistenti nella zona.

DA VEDERE

ANTIQUARIUM NAZIONALE

Raccoglie numerosi e importanti materiali archeologici dell'antico municipio romano, provenienti da donazioni e interventi di scavo sul territorio. Un primo nucleo del museo fu costituito negli anni Trenta, nell'area dell'antico Foro adiacente la pieve romanica di San Pancrazio. L'Antiquarium comprende numerose sculture, frammenti architettonici, arredi tombali e testi epigrafici del periodo augusteo.

PIEVE DI SAN PANCRAZIO

S. Pancrazio è una pieve a navata unica con interessanti elementi romanici situati soprattutto nell'area presbitale risalenti all 'XI e XII secolo. All’esterno è possibile notare l’abside, ben conservata, ed il campanile di fondo a pianta poligonale con una cella campanaria in mattoni. Addossato alla facciata, sull'esterno, è visibile un sarcofago di foggia ravennate, manufatto del V-VI secolo, quando Sextinum era una delle sedi amministrative dei territori bizantini italiani. All’interno, il crocifisso del presbiterio è una bella tavola gotica di Pietro da Rimini, memoria del periodo in cui Sestino è stato amministrato da un vicario malatestiano. La Cripta si regge su di un'unica colonna centrale, sormontata da un interessante capitello di riuso risalente al periodo bizantino. Questo elemento denuncia la probabile esistenza nello stesso sito di un precedente edificio paleocristiano-ravennate, che ricollega questa pieve ai tempi della precoce cristianizzazione della zona.

BORGO DI MONTERONE

Situato alla sinistra del fiume Foglia, all'estremo confine del comune di Sestino e della Toscana, Monterone è formato da un tipico aggregato di origine medioevale posto su un rilievo a 428 metri di altitudine. Monterone ebbe origine dallo spostamento della popolazione di Piego, dove rimane la chiesetta di Santa Maria, trasferitasi qui per meglio difendersi dalle insidie. Nonostante fossero state costruite robuste mura, nel 1445 il Castrum venne distrutto durante alcune lotte di confine. Proprio la posizione di estremo presidio dei domini toscani ha favorito lo sviluppo di Monterone nei tempi passati, quando vi sorgeva anche una dogana. Fu comune indipendente fino al 1775, quando il Granduca lo inglobò nel nascente comune di Sestino.

TORRE DI MONTEROMANO

A monte del piccolo abitato di Monterone si trova la torre di Monteromano, opera militare di confine collocata in posizione dominante la vallata. Costituisce un notevole esempio di torre cilindrica medioevale, secondo una tipologia introdotta dai Bizantini. La muratura è in pietra e lo stato di conservazione soddisfacente.